Allenare nella complessità: come apprende il bambino

Dal libro “Allenare giocando nel settore giovanile” di Fabrizio Piccareta.

L’ambiente di apprendimento, ovvero il contesto all’interno del quale si intende far apprendere, deve riportare gli elementi costitutivi dello sport in questione, nel nostro caso:

  • palla
  • compagni
  • avversari
  • campo di gioco
  • direzionalità

L’insieme di questi rende il calcio uno sport complesso, ovvero un sistema altamente instabile e imprevedibile, dove la scelta del singolo ha ripercussioni immediate su tutti gli altri protagonisti. Cercare di “semplificare” le nostre esercitazioni rimuovendo gli elementi che compongono il sistema è controproducente, viceversa si deve allenare nella complessità, per sfruttare l’ampio numero di stimoli percettivi, variabili e imprevedibili che questa offre.

Il gesto tecnico corretto non esiste, o meglio, cambia in funzione del contesto!!

Allenare nella complessità significa anche capire che l’allenamento per “compartimenti stagni” è ormai superato. Piuttosto che concentrarsi sul gesto tecnico, l’allenatore deve lasciare al bambino libertà di procedere per tentativi (affordance) e imitazione (neuroni specchio), soffermandosi, invece, sulla componente anticipatoria, percettiva e decisionale del piccolo (spazio di decisione). Questo significa dare a lui i mezzi in modo che lui possa scegliere il gesto tecnico adatto alla situazione.

Come apprende il bambino in poche parole?

In un ambiente complesso, instabile e imprevedibile come il calcio, un bambino apprende in due modi.

Il primo prende il nome di affordance, ovvero il modo in cui un oggetto/ambiente ci suggerisce di essere usato/vissuto, e si accresce tramite l’esperienza diretta con l’oggetto/ambiente stesso.

Le affordance del calciatore sono due:

  • affordance con la palla: coincide con il dominio del pallone;
  • affordance con l’ambiente: coincide con la capacità di leggere, reagire e dominare l’ambiente imprevedibile (compagni, avversari, direzione).

Il secondo modo è quello riconducibile al ruolo dei neuroni specchio, ovvero una particolare tipologia di neuroni che ci permettono di leggere le intenzioni altrui. Grazie ai neuroni specchio l’uomo, però, riesce anche ad apprendere, in particolare lo fa per imitazione, specialmente verso i propri pari.

Non esiste bambino che possa apprendere un gesto tecnico a parole!!