Per la Juve si trattava di una grandissima opportunità, una Roma senza Ndicka, spesso in difficoltà negli scontri diretti e ospite all’Allianz Stadium, una chance per chiudere con un buonissimo bottino di 6 punti il trio di big match Napoli, Bologna, Roma.
Già dai primi minuti si nota lo spunto tattico di Spalletti. La Juve sviluppa la prima costruzione sulla sinistra, sfruttando tutta la qualità di Cambiaso e Yildiz, sganciando Thuram, liberando cosi uno spazio in mezzo al campo che viene riempito da Coinceicao.
Non è un caso che intorno al 20esimo minuto la grafica della lega ci mostra proprio come il portoghese e il suo diretto marcatore, Rensch, fossero i due giocatori con più chilometri percorsi.
Coinceicao, abituato a giocare con i piedi sulla riga laterale, dove poter mettere in pratica tutte le sue doti di dribblatore, ha interpretato benissimo questa nuova posizione ritagliatagli da Spalletti, rivelandosi un giocatore molto intelligente nel saper leggere lo spazio e quando attaccarlo.

Le due heatmap, quella stagionale a sinistra, e quella contro la Roma a destra, ci aiutano a capire come il portoghese sia uscito dalla sua zona di confort contro i giallorossi.
La ciliegina sulla torta è ovviamente il gol, che arriva infatti in una porzione di campo dove non ce lo saremmo mai aspettati.
Il campanello d’allarme per la Roma era suonato esattamente un minuto prima, quando dopo un’azione praticamente identica a quella del gol del vantaggio, Coinceicao aveva sprecato una bella occasione calciando addosso a Svilar.

Un difetto di questa Roma
Spalletti ha saputo sfruttare uno dei principali punti deboli della struttura giallorossa, ovvero le lunghe corse in avanti dei braccetti in cerca dei propri riferimenti, similmente a come aveva preso gol la Roma nel big match contro l’Inter, quando Hermoso, scalando alto su Barella, aveva lasciato uno spazio che Bonny ha sfruttato segnando il gol decisivo.

